Le gomme da masticare e il rilascio di microplastiche: lo studio shock

Le gomme da masticare, insieme a una lunga lista di altri prodotti e alimenti, sono diventate una fonte di contaminazione da microplastiche e nanoplastiche. Mentre spesso non se ne parla abbastanza, gli studi più recenti evidenziano come anche questi innocui oggetti quotidiani possano contribuire all’accumulo di plastica nel nostro organismo e nell’ambiente.

Il rischio delle gomme da masticare: un’analisi approfondita

A seguito di un appello da parte di ricercatori inglesi, che hanno richiesto il divieto delle gomme contenenti “gomma base” (una miscela di polimeri plastici) o almeno la chiara etichettatura dei prodotti, sono emerse nuove evidenze che pongono sotto accusa queste gomme apparentemente innocue. L’ultimo studio, presentato al meeting annuale dell’American Chemical Society, ha rivelato la sorprendente quantità di microparticelle di plastica rilasciate dalla gomma da masticare, che si accumulano nella saliva dopo solo pochi minuti di masticazione.

Un singolo volontario e molteplici esperimenti

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università della California di Los Angeles, ha coinvolto un singolo volontario che ha masticato diversi pezzi di gomma, sia sintetica che naturale. L’obiettivo era analizzare la quantità di microplastiche rilasciate durante la masticazione, simulando le condizioni di consumo quotidiano. Per evitare variabili individuali, sono stati scelti dieci tipi di gomme (cinque sintetiche e cinque naturali) e il volontario ha masticato ciascuna per quattro minuti. Ogni 30 secondi, la saliva veniva raccolta e successivamente analizzata per misurare la quantità di microplastiche rilasciate.

I sorprendenti risultati dell’analisi

I risultati dell’analisi sono stati sorprendenti: in media, ogni grammo di gomma da masticare ha rilasciato circa cento microparticelle di plastica, con alcune gomme che hanno raggiunto il numero di 600 microplastiche per grammo. Considerando che ogni gomma pesa tra i 2 e i 6 grammi, ogni singola gomma potrebbe rilasciare fino a 3.000 microplastiche. Un consumatore che mastica circa 160-180 gomme all’anno potrebbe ingerire fino a 30.000 microparticelle di plastica, un dato che contribuisce significativamente all’accumulo di microplastiche nel corpo umano.

Le gomme naturali non sono immuni

In modo sorprendente, non è emersa alcuna differenza significativa tra gomme sintetiche e naturali riguardo al rilascio di microplastiche. I polimeri trovati, infatti, sono sempre derivati dal petrolio, anche nelle gomme che teoricamente dovrebbero essere naturali. Questo solleva interrogativi sulla composizione reale di questi prodotti, in particolare riguardo alla presenza di sostanze chimiche non dichiarate.

Tempistica e rilascio delle microplastiche

Un altro dato interessante riguarda i tempi di rilascio delle microplastiche: la maggior parte viene rilasciata nei primi due minuti di masticazione, a causa dell’azione abrasiva dei denti. Successivamente, la saliva continua a rilasciare particelle di plastica fino a quando, dopo circa otto minuti, il 94% delle microplastiche è già entrato in soluzione. Per questo motivo, i ricercatori suggeriscono di prolungare la durata della masticazione piuttosto che cambiare gomma frequentemente.

La cautela e i possibili rischi per la salute

Nonostante gli allarmanti risultati, gli studiosi avvertono che gli effetti a lungo termine delle microplastiche sull’organismo umano sono ancora sconosciuti. Tuttavia, è fondamentale considerare questa nuova fonte di plastica e cercare di limitare l’assunzione, anche delle gomme naturali, fino a quando non saranno disponibili dati più precisi sugli impatti sulla salute. Secondo una metanalisi di 26 studi, ogni anno gli esseri umani ingeriscono da 39.000 a 52.000 microplastiche, un numero che aumenta ulteriormente quando si considera anche l’inalazione e il consumo di gomme da masticare.

In conclusione, sebbene non sia ancora possibile stabilire con certezza i rischi per la salute, è fondamentale prestare attenzione a questa fonte di microplastiche che si accumula nel nostro organismo e nell’ambiente.

Lascia un commento