Quali grassi usare per cucinate? Scelte salutari per una vita più lunga

L’uso abituale di determinati tipi di grassi nella dieta quotidiana influisce in modo significativo sulla salute. La scelta tra grassi di origine animale, come il burro, e grassi vegetali, soprattutto quelli ricchi di acidi grassi saturi come la margarina, può influenzare il rischio di mortalità. Studi scientifici dimostrano che optare per oli vegetali, come quello d’oliva, porta benefici evidenti rispetto all’uso di grassi saturi, che tendono invece ad aumentare i fattori di rischio per la salute.

Questa teoria trova conferma in una ricerca condotta dagli studiosi della Chan School of Public Health dell’Università di Harvard, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su JAMA Internal Medicine.

Un’analisi approfondita sui professionisti della salute

I dati raccolti derivano da tre studi di vasta portata, iniziati oltre trent’anni fa e incentrati sulle abitudini alimentari di un ampio campione di persone. Tra questi, due studi sulle infermiere e uno sul personale sanitario maschile, che complessivamente hanno seguito oltre 220.000 individui per un periodo medio di 33 anni.

Per comprendere al meglio l’impatto dei diversi tipi di grassi, i ricercatori hanno suddiviso il consumo in due grandi categorie: da un lato burro e margarina, impiegati sia in cucina che come condimenti, dall’altro gli oli vegetali, utilizzati sia per la cottura che per insaporire piatti come insalate e verdure.

Sostituire il burro con olio vegetale riduce il rischio di mortalità

Quali grassi usare per cucinate? Scelte salutari per una vita più lunga

Dall’analisi dei dati è emerso che il consumo elevato di burro era associato a un aumento del 15% del rischio di mortalità rispetto a chi ne faceva un uso minore. Al contrario, chi consumava prevalentemente oli vegetali, come oliva, soia o colza, presentava un rischio inferiore del 16% rispetto a chi ne assumeva quantità ridotte.

Un aspetto interessante della ricerca riguarda le simulazioni effettuate: sostituire quotidianamente 10 grammi di burro con un equivalente quantitativo di olio vegetale si traduce in una riduzione del 17% del rischio di mortalità. Questo beneficio si osserva anche in quantità minori e si estende alla riduzione del rischio di morte per patologie oncologiche.

Sebbene lo studio non dimostri un rapporto di causa-effetto diretto, i risultati suggeriscono che privilegiare gli oli vegetali rispetto ai grassi saturi possa favorire il benessere generale. Anche una riduzione parziale del consumo di burro può comportare un impatto positivo sulla salute, dimostrando l’importanza delle scelte alimentari nel lungo termine.

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